Milano si organizza per garantire il voto anche ai fuorisede per il referendum di giugno.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge numero 27, viene introdotta la possibilità di voto per le cittadine e i cittadini temporaneamente domiciliati fuori dal proprio Comune di residenza in occasione delle consultazioni referendarie dell’8 e 9 giugno. La misura, sperimentata in precedenza per gli studenti fuori sede alle elezioni europee del 2024, viene ora estesa a tutti gli elettori e le elettrici che, per motivi di studio, lavoro o cure mediche, si trovano per un periodo di almeno tre mesi in un Comune situato in una provincia diversa da quella di residenza.
«Rispetto all’anno scorso – ha dichiarato l’assessora ai Servizi civici del Comune di Milano Gaia Romani -, quando quasi 5mila studenti hanno potuto votare grazie alla collaborazione con le Università, questa è una novità significativa. Permette a più persone di esercitare un diritto fondamentale e rafforza la democrazia. Siamo pronti a organizzarci per garantire questa possibilità a tutti coloro che ne hanno diritto».ù
Secondo il decreto, possono votare nel Comune di domicilio gli elettori che risultano residenti in un’altra provincia rispetto al domicilio temporaneo oppure che si trovano nel Comune di domicilio per almeno 3 mesi, comprendenti la data del referendum.Gli elettori fuori sede devono fare richiesta di ammissione al voto entro il 4 maggio nel Comune in cui si trovano temporaneamente. Entro 20 giorni dal referendum, il Comune di domicilio dovrà ottenere la certificazione del diritto di voto dal Comune di residenza. Una volta registrato, l’elettore verrà inserito nelle liste elettorali del Comune in cui voterà.