All’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano, è stato condotto il primo test al mondo su un paziente covid-19, tramite inibitore del complemento Amy-101.
Il farmaco sperimentale, parte di un programma di uso compassionevole, possiede una potente azione antinfiammatoria, che agisce sul sistema del complemento, un insieme di proteine nelle nostre difese immunitarie che ci protegge da virus e batteri.
Lo studio è stato condotto sotto la supervisione del professor Fabio Ciceri, vice-direttore scientifico per la Ricerca Clinica,
«Uno degli strumenti più potenti a disposizione delle nostre difese immunitarie per proteggerci da virus e batteri è costituto da un insieme di proteine di cui si parla pochissimo: il sistema del complemento – spiegano dal San Raffaele -. Secondo alcuni studi, questo sistema gioca un ruolo fondamentale nell’innescare lo stato iper-infiammatorio osservato in alcuni pazienti Covid».
Il primo paziente, un uomo di 71 anni, è stato trattato il 10 aprile . L’uomo aveva un quadro clinico già molto compromesso (ipertensione, colesterolo alto, insufficienza renale e malattia coronarica) ed era in ventilazione non-invasiva al momento della somministrazione del farmaco per via endovenosa.
Il trattamento è durato per 14 giorni, ma già dopo 48 ore i medici hanno osservato un netto miglioramento sia dal punto di vista dei parametri clinici che di laboratorio. Dopo una decina di giorni il paziente respirava autonomamente e non presentava alcun effetto collaterale associato al trattamento.
«I risultati ottenuti sono promettenti – afferma Ciceri -. Tuttavia solo il tempo e un numero maggiore di pazienti trattati ci dirà se questo tipo di farmaci possa fare la differenza. Speriamo che il mondo medico e scientifico concentri i suoi sforzi anche in questa direzione».